Mag 05 2006
Il Viaggio
Mancano solo due giorni alla partenza il collega che doveva partire con me telefona, e mi dice angelico:” Sai non posso più venire, comunque per l’auto ti puoi arramgiare e l’albergo te lo dice la segretaria di redazione. Bella storia penso dentro di me, adesso mi tocca di andare da solo.
Arriva il giorno della partenza, la redazione ancora non ha idea di dove ho la prenotazione, ma ormai devo partire, preparo i bagagli, la mia fedele attrezzatura (una trentina di Kg) e via, Roma, Francoforte e ancora non so dove alloggerò una volta arrivato, è l’ultima possibilità, per fortuna che ho uno dei primi GSM, ma Francoforte è l’ultimo posto dove funziona, 10 minuti prima di imbarcarmi arriva la telefonata, almeno adesso ho una stanza prenotata per quando arriverò.
Salgo in un mastodondico 747, partiamo, 10 ore di volo e siamo a Sigapore, prendo un’altro aereo e sono a Giacarta, dopo un sacco di tempo in ambiente condizionato esco all’aria aperta, il classico odore dell’Asia, una umidità esagerata, un caldo mai provato prima, l’impatto è comunque piacevole, mi credevo peggio. altre tre orette a Giacarta e decollo per Medan, la mia destinazione finale, arrivo che è già buio, osservo con una certa imapazienza e molto pessimismo un buco nel muro dal quale dovrebbe uscire la mia borsa, con mia profonda sorpresa è riuscita a seguirmi, nonostante tutti gli scali fatti, appena presa un tassista la afferra e mi porta alla sua macchina, do’ il nome dell’hotel e comincia a girare per la città, ci mette un po’, alla fine lo trova, la segretaria mi aveva dato il nome della catena anzichè quello dell’hotel, per questo il tassista non riusciva a capire.
Arrivo davanti alla porta ed incontro Guido, il giornalista con cui avrei condiviso il rsto del viaggio, finalmente aria di casa. Sono distrutto, mi aspetta ancora una serata difficile (anche se ancora non me ne rendo conto) domani poi dovrò cominciare a lavorare.
