Lug 03 2006
La Pampa sconfinata
Eravamo ad inizio estate, stavolta stavo partendo per l’Argentina, come al solito lo scopo era quello di fare fotografie nella gara di campionato del mondo Rally, ormai erano lontani i giorni in cui mi complicavo la vita per i viaggi, ero prontissimo per l apartenza, tanto più che stavolta vevo un volo diretto da Roma, cosa che sinceramente non capitava spesso.
Il solito zaino con dentro 2 Reflex Nikon F4, 2 F90 e tutti i teleobbiettivi, un centinaio di rullini, insomma tutto quello che serviva per riportare a casa il servizio, qualche apprensione per la lingua, lo spagnolo non è che lo masticavo tutti i giorni, comunque un’eccitante partenza, come al solito.
Il viaggio, tutto di notte, è uno spettacolo, tutto comodo, cibo buono insomma meglio di così non poteva andare, arriviamo a Buenos Aires alle 7 di mattina, il tempo di cambiare aereoporto e via per Cordoba, nostra destinazione finale, ancora un paio d’ore di volo e sono già a prendere l’auto, prima sorpresa mi danno una Renault 9, con il condizionatore, da noi in Italia era fuori produzione da anni, ma lì era una macchina di lusso !
Trenta chilometri e siamo a Villa Calos Paz, dove si trovala “posada del Qenti”, una bellissima struttura turistica situata propio là dove finisce la Pampa e si intravedono i primi rilievi delle Ande.
Incontriamo angelo, un pilota italiano alla sua prima stagine nel mondiale Rally, abiterà lì anche lui per qualche giorno, è strano in Italia nonabbiamo mai avuto grande confidenza, però quà, in un altro continente, leghiamo abbastanza bene, e passeremo le serate giocando a biliardo e a ping-pong, una persona veramente squisita.
Non c’è tempo altro che per una doccia, siamo invitati ad una festa organizzata dalle autorità in onore di coloro che partecipano al rally in varie forme, la solita storia, una noiosissima cerimonia, e invece no! stavolata è molto interessante, hanno riprodotto una delle loro classiche grigliate, una grande fuoco, con un quarto di cue in croce ad arrostire, nel frattempo i Gauchos ci intrattengono mostrando la loro abilità con dei bellissimi cavalli indossano tutti il vestito della festa ed i loro coltelli dall’impugantura d’argento, davvero un bello spettacolo.
La giornata passa veloce, a nanna e poi il giorno successivo via per prove speciali ed è in quel momento che mi si apre daanti la pampa sconfinata, per un montanaro come me, abituato a vedere sempre una qualche collinetta, è una strana impressione, un mare di terra, letteralmente, una verde e sconfinata pianura, piena d’erba e di mandrie, paesi rurali, che ricordano i paesi italiani di venti trenta anni fa.
Gran bella esperienza, poi vi racconterò dei tanti italiani nostalgici, di quelli che ce l’hanno fatta e di quelli, invece, che hanno fallito, uno spaccato di persone veramente eterogeneo, un paese comunque affascinante, nel quale mi piacerebbe veramente ritornare un giorno.
