lug 03 2006

Nikon F4

Scritto da: Marcello Bartolini alle 23:00 Categoria Fotocamere

Nikon F4La F4 è stata per alcuni anni la mia fedele compagna di lavoro, l’avevo scelta a pelle, confrontandola con la Canon EOS1, mi sembrava più solida e versatile, poi il suo costo superiore mi ha fatto propendere per una sua presunta superiorità sulla concorrente diretta.

Mi sbagliavo, non avevo considerato l’importanza dell’autofocus nel mio nuovo lavoro, fotografare auto da corsa con lunghi teleobbiettivi richiedeva un autofocus preciso e veloce, l’ F4 e le ootiche Nikon, non erano all’epoca assolutamente all’altezza del compito, io però provenivo dalle non autofocus, e, sinceramente non credevo sarebbe mai stato possibile che questo automatismo sarebbe stato in grado mai di funzionare, mi sbagliavo di grosso, i miei colleghi con Canon erano molto avvantaggiati irispetto a me, ma lo scoprirò solo molti anni dopo, quando finalmente passerò alla concorrenza.

Devo dire che mi sono comunque trovato bene, ne ho praticamente finite 2 di F4, migliaia di scatti ogni weekend per quattro anni, non si sono mai piantate, il gelo della Svezia, la polvere ed il caldo del Kenya, l’umidità dell’Indonesia sono state solo alcune delle intemperie che hanno dovuto affrontare.

Poi non le trattavo certamente bene, solo una buona manutenzione, ogni settimana, una pulizia a fondo tutti i giorni in cui lavoravano, ma quando lavoravano nessuna pietà, tappi non messi, buttate nella borsa come capitava e dopo loro erano sempre pronte, montavo un obbiettivo e via a 7 fotogrammi al secondo.

Chi volesse maggiori dettagli sulla tecnica di queste macchine fotografiche può trovarne seguendo questo link :

Nital

Io quà ho inteso piuttosto raccontare le mie impressioni e le mie sensazione di un lungo ed intenso utilizzo nelle condizioni più estreme che possono capitare all’attrezzatura di un fotografo professionista.

6 Commenti

6 Commenti to “Nikon F4”

  1. Cane pazzoon 29 ago 2007 at 10:50

    Peccato, perchè in molti Canonisti fanno esattamente l’opposto….passano a Nikon.
    Poi la tua descrizione del tuo trattamento per le fotocamere…..come fai a trattare cosi’ una Reflex, una compagna di lavoro.
    Molto probabilmete non hai rispetto per i soldi.

    Ciao

  2. EmmeBaron 29 ago 2007 at 11:32

    Beh sul passaggio da canon a Nikon secondo me dipende sempre dal tipo di esigenze del momento, non ho detto che Nikon vada male, solo che non faceva più per me e che il per quel tipo di lavoro e per il mio modo di lavorare Canon era più indicata.

    Per il trattamento è tutto molto relativo, quelle macchine non costano così tanto perchè gli piace farle costare, chi le costruisce sa benissimo in che condizioni vengono utilizzate, comunque entro uno o due anni vanno comunque sostituite.

    E ti assicuro che è proprio il rispetto dei soldi e del committente che subivano quel trattamento, uno non può stare a perdere tempo, gli eventi non aspettano che tu ripulisca e riponga a modo le attrezzature, io ero lì per riportare a casa un serviizo, non per fare le coccole alle reflex (comprate coi soldi guadagnati facendo foto)

  3. unfotografoon 29 feb 2008 at 19:00

    …mesi dopo il post faccio ECO ad una voce che giustifica… il mezzo per arrivare al fine non deve essere il pargolo atteso per tutta la vita chi non ha i soldi spera, soffre e maniacalmente vive e lavora male … chi invece LAVORA deve giustificare non trattare bene … sono investimenti per mangiare lavorare vivere ed infine sodisfarsi,poi uno fa sempre in tempo a comprersene nartra e metterla in salotto per guardarsela!!
    Buon lavoro a tutti!!

  4. Fabrizioon 08 set 2009 at 23:51

    e so d’accordo con unfotografo la mia f4 ha fatto migliaia di scatti a bordo di elicotteri affidabile precisa mai piantato in asso trattata bene e male secondo le esigenze del momento, ma sempre sempre riposta con amore.
    Viva la fotografia. e i fotografi quelli delle pellicole. quelli che sanno come sarà la loro foto, senza il bisogno di vederla nelle digitali, che aspettano e comunicano con gli stampatori i dati esposimetri, sperando che gli diano ascolto.
    un saluto a tutti

  5. robert kincaidon 09 nov 2009 at 21:06

    E’ palese che chi sirammarica per il trattamento che hanno ricevuto queste reflex non ha mai fatto fotografica di un certo tipo e per lavoro, dovendo vivere di ciò.

    vorrei però sapere cosa pensa Marcello in merito al digitale.
    Perchè io trovo la posizione di Fabrizio (qui sopra) decisamente fuori asse.

    Mi capita spesso di assistere a discussioni di questo tipo (fortunatamente sempre meno), tanto che mi son convinto che kodak, fuji, IlFord paghino gente sottobanco per poi sguinzagliarla in giro a far girare certi luoghi comuni.

    Ovviamente scherzo, ma ragazzi vogliamo capire che la fotografia è talmente grande ed importante da non arrivare a calcolare nemmeno, certe discussioni accanite relative ai mezzi con la quale la si esercita?!
    Anche io sono dispiaciuto e sinceramente, per via della mia convinzione che il chimico sta sparendo e tra poco non lo troveremo più nei negozietti di fotografia sotto casa come sono anche convinto che il fotografo che scattava in pellicola e magari sviluppava i suoi BN a casa, era “più fotografo” di chi lavora su Photoshop tra livelli e maschere di contrasto, ma questo non significa che la fotografia via-bit non sia fotografia!!!

    Il concetto che deve passare è semplicemente questo.

  6. Marcello Bartolinion 09 nov 2009 at 22:07

    Beh Robert, vedo che capisci il mio punto di vista :)

    Il digitale? Va benissimo e attualmente mi rimane solo una eos 3 a pellicola, e la tengo più per ricordo che per usarla davvero.

    Purtroppo, almeno dalle mie parti, è sempre più difficile trovare un laboratorio che sappia trattare a dovere il “chimico”, non tanto per le stampe (quelle le fanno ancora chimiche) quanto per gli sviluppi, sono talmente disabituati ad avere a che fare con dia e negativi che il lavoro che fanno non è più all’altezza.

    Insomma, e me ne duole, i risultati sono migliori usando il digitale e le stampatrici digitali; i vecchi sistemi sono stati quasi abbandonati e, soprattutto, i macchinari non hanno più subito aggiornamenti limitandosi, quando va bene, alla normale manutenzione.

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