Ago 30 2007
Lavoro e gioco
I fotografi agli inizi del secolo prediligevano disporre i loro soggetti contro fondali dai paesaggi nebulosi che meglio dovevano rendere il soggetto. In questo caso “meglio” significava, di solito, creare un’impressione romantica di rustica armonia, di semplicità e felicità.
L’odierna preferenza per un onesto realismo induce i fotografi a scegliersi i soggetti nel loro ambiente: piuttosto che imporre alla gente delle messinscene teatrali, idealizzate, il fotografo desidera coglierla nelle sue attività, nel pieno del suo ambiente familiare.
Il movimento e la vivacità delle persone sul lavoro o nelle attività di ricreazione diventano evidentemente un fertile campo per ricercarvi soggetti fotografici. L’imbarazzo, che rovina tanti ritratti, manca nelle immagini a sorpresa delle persone che sono impegnate nei propri divertimenti o assorte nei loro compiti se non addirittura (coincidenza fortunata) nei due insieme.
È molto improbabile che lo scultore accanto al blocco di marmo, l’alpinista in un difficile passaggio o il fanciullo che salta per acchiappare la palla si preoccupino del fotografo che, quindi, è in grado di intervenire in un momento di non celata paura, di evidente piacere, di esasperazione o di ira, forse anche di imbarazzo, purché tale imbarazzo non sia stato causato dalla macchina fotografica.
Può anche darsi che il soggetto sia pienamente conscio della presenza di questo occhio invadente, ma essendo legato all’attività che svolge, specialmente se gli è congeniale, l’imbarazzo difficilmente causa distorsioni. Il barcaiolo che tira una fune ha forse gli occhi rivolti verso l’obiettivo, ma i suoi movimenti sono automatici ed è sicuro di ciò che fa, per cui il suo atteggiamento non presenta nulla che sappia di artificioso oppure di forzato.
Questo tipo di impostazione aiuta a volte ad afferrare qualcosa della personalità del soggetto, in particolare se colto di sorpresa. Ma spesse volte una certa reazione al suo lavoro o al suo passatempo può dimostrarsi più interessante della loro stessa natura e in una fotografia diventa necessariamente rivelatrice.
Altre volte si possono ottenere fotografie introspettive di persone che guardano altri che lavorano, come capita nei gruppi intenti a osservare un gruppo di operai durante una demolizione.
È abbastanza facile osservare le persone intente al gioco e alcuni fotografi che si dedicano agli “aspetti della vita” si limitano a fotografare la gente al lavoro, al mercato o nel più vicino cantiere in costruzione. Non è che soggetti insoliti diano necessariamente buone fotografie, ma potrebbero fornirne l’ispirazione.
Il fotografo che volesse indagare più a fondo sul tema della gente al lavoro dovrebbe avere il coraggio di penetrare nelle cucine degli alberghi, nelle gallerie delle miniere o in una sala operatoria o di awicinarsi a una catena di montaggio; può capitare di ottenere il permesso di accesso, ma il fotografo deve a tutti i costi tentare di “forzare” il blocco.
