Il gruppo formale o convenzionale in fotografia può mettere a dura prova l’abilità e la fantasia del fotografo. Il gruppo deve essere disposto con senso artistico e l’attenzione di ciascun componente va fissata in un preciso istante.

Sebbene sia la composizione che l’illuminazione impongano certe limitazioni, bisogna sforzarsi di evitare la monotonia rigida dell’allineamento convenzionale. È evidente che l’illuminazione non può essere regolata per mettere in evidenza solo alcuni dei componenti, ma deve in certo qual modo servire a creare uno stato d’animo di gruppo.

Quanto più un gruppo è numeroso tanto maggiore deve essere il numero delle riprese per essere certi che nessuno, nell’attimo cruciale, stia chiudendo gli occhi, aggrottando le ciglia o guardando altrove.

Una linea con più di tre o quattro persone dà un senso di goffaggine e va ripartita su diverse file. È meglio sistemare le persone di maggior statura in posizione più distante dalla macchina fotografica raggruppandole prevalentemente verso il centro. Laddove sia possibile si devono adoperare sostegni naturali gradini o un piano inclinato per ottenere meglio questo effetto verticale e gradinato.

Se le persone inginocchiate assumono un aspetto appropriato – per esempio a un matrimonio, davanti alla chiesa – la soluzione convenzionale è una disposizione su due linee con i visi delle persone più alte sistemate nella seconda fila visibili fra le teste delle persone della prima fila.

I componenti del gruppo devono stringersi l’uno all’altro e la macchina fotografica va posta piuttosto in alto. La forma compositiva può assumere un aspetto più interessante se gl estremi delle file sono incurvati un po’ verse la fotocamera.

Qualunque sia la posizione del gruppo, è indispensabile avere un treppiede perché il fotografo deve per forza spostarsi avanti e indietro fra il gruppo e le macchina fotografica mentre completa le composizione e ne controlla l’effetto attra verso il mirino.

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