giu 10 2009
Fujifilm F50fd
Con un’ampia gamma di funzioni con cui giocare, lasciamoci catturare dall’ammiraglia compatta di Fujifilm Fujifilm F50fd Uno degli obiettivi principali di Fujifilm per la sua F50fd era quello di continuare a investire sulla valida prestazione in presenza di luce scarsa, elemento per il quale i modelli precedenti sono diventati rinomati, fornendo allo stesso tempo immagini dalla risoluzione più elevata.
Questo difficile obiettivo è stato raggiunto con successo, grazie all’accoppiata di un nuovo sensore Super CCD HR di settima generazione da 12 MP con il più recente processore d’immagine sviluppato da Fujifilm, ovvero il Real Photo Processor II, completo di un sistema di riduzione del rumore in due fasi.
La tecnologia che costituisce il cuore della fotocamera è circondata da una vera e propria lista di funzioni assolutamente appetitose e desiderabili, approntata con l’intento di produrre fotografie di qualità superiore nella maggior parte dei casi.
L’obiettivo Fujinon della F50fd fornisce solo uno zoom ottico 3x, ma durante i nostri test ha dimostrato di avere una nitidezza spettacolare da un’estremità all’altra della portata focale. Il rovescio della medaglia è che risulta assolutamente spietato nei ritratti, rivelando ogni minima imperfezione dei volti.
In ogni caso, ci sono due modalità Scene dedicate ai ritratti, la prima delle quali rende più attraenti gli incarnati. Una nuova modalità Migliora ritratto va addirittura oltre, donando un leggero effetto soft-focus e rimuovendo durante il processo gran parte delle macchie e imperfezioni della pelle.
Ulteriori funzioni aggiuntive utili allo scatto di ritratti includono un rinnovato sistema di messa a fuoco con riconoscimento facciale, che può individuare i volti tanto più efficacemente se sono girati in diverse angolazioni, nascosti dietro occhiali troppo grossi o addirittura capovolti a testa in giù… sicuramente tanto comodo per fotografiegrafare pipistrelli o gente come Batman. Il sistema funziona tanto bene, non solo in modalità di scatto ma anche in modalità Visualizzazione, permettendoci di selezionare automaticamente i volti in sequenza, zoomare su di essi per controllarne la nitidezza e le espressioni, e anche ritagliare singoli volti dall’immagine totale.
Stabilizziamoci.Molte delle FinePix più vecchie avevano pulsanti “anti-mosso” ma, invece di stabilizzare l’immagine, si limitavano a innalzare gli ISO. La F50fd conserva questo trucchetto, ma vi aggiunge uno stabilizzatore a spostamento di CCD, forniscendo così una difesa totale contro le vibrazioni, almeno in modalità di scatto completamente automatico.
Nelle altre modalità, possiamo prendere il pieno controllo dei valori ISO e usare lo stabilizzatore da solo. Lo spostamento del CCD tende a essere una soluzione di minor efficacia rispetto alla stabilizzazione ottica basata sull’obiettivo, ma abbiamo riscontrato che quello di Fuji riesce a fornire solitamente un paio di stop in più prima che mosso abbia il sopravvento.
Vi è una buona selezione di modalità Scene, due delle quali possono essere assegnate liberamente alla ghiera principale delle modalità per consentirne un accesso rapido.
