Archivio di 'Tecnica' Category

Feb 04 2008

Lo studio portatile

Scritto da: EmmeBar Categoria: Tecnica

Da qualche tempo ho scoperto cubelite un vero e proprio studio portatile, in realtà non è nulla di complicato, si basa essenzialmente sul principio delle tende canadesi moderne, solo che le pareti altro non sono che dei grandi diffusori di luce.

Lo trovo molto pratico sia per il piccolo still-life in studio, il controllo e la diffusione della luce sono assolutamente perfetti e si riescono a fotografare oggetti di piccole e medie dimensioni con molta praticità.

Può essere molto utile anche in esterno quando si voglia isolare il soggetto dal contesto, sarà sufficente portarsi dietro qualche cartoncino per ottenere degli ottimi scatti.

L’ho usato anche in luce ambiente, e devo dire che funziona benissimo anche in queste condizioni, ovviamente il controllo della luce non sarà perfetto come in studio ma la diffusione è comunque ottima.

Questo accessorio non è proprio economico, però ritengo che sia molto pratico e che valga assolutamente il suo prezzo.

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Feb 01 2008

Fotografia in esterni

Scritto da: EmmeBar Categoria: Fotografia, Tecnica

Fare fotografia per molti equivale ad un lavoro in esterno, la maggiorparte delle persone “normali” cioè non professionisti, e non fotoamatori evoluti, si ritrova quasi sempre a misurarsi con condizioni di luce qusi totalmente fuori dal proprio controllo.

Il mio personalissimo consiglio è quello di evitare le ore del giorno nelle quali il sole è più a picco, si ottengono foto piuttosto piatte ed i paesaggi non danno il meglio di se, quindi è bene scattare durante le prime ore del mattino oppure a pomeriggio inoltrato, questo ovviamente vale per le giornate soleggiate.

Cercate sempre di evitare il controluce, a meno che non sia proprio quello l’effetto che state cercando, in questo caso si dovrà fare molta attenzione all’esposizione, sulle luci per ottenere effetti silouette oppure sul soggetto per riuscire a definire bene i suoi dettagli. Altra cosa a cui prestare la massima attenzione sono le ombre che interferiscono col soggetto, l’ombra di un’albero o di un cespuglio per il nostro occhio può non essere molto significativa, ma il sensore, o la pellicola, la registrano come una enorme macchia scura che rovina irrimediabilmente la fotografia.

A volte può essere molto utile l’so del flash, ma attenzione a non esagerare pena ottenere degli scatti decisamente surreali. Per chi può disporre di pannelli riflettenti decisamente le cose vanno meglio, questi ultimi infatti riescono a schiarire con dolcezza le ombre, senza alterare la percezione visiva dei colori.

In definitiva all’esterno, dove non si possono orientare le luci è buona regola, quando possibile, muovere soggetto e punto di ripresa per porsi nelle condizioni di illuminazione ottimali, quando è necessario per forza far entrare qualcosa di fisso nell’inquadratura (come un edificio o un paesaggio) io di solito effettuo un sopralluogo per stabilire l’ora di luce migliore per quel soggetto e ritorno il giorno successivo per scattare.

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Gen 15 2008

Fotografo e artigiano

Scritto da: EmmeBar Categoria: Fotografia, Tecnica

Leggevo giuso ieri un articolo su Tuttifotografi di gennaio 2008 un interessante articolo sulla costruzione di una “scatola nera” un ottima tecnica per ottenere delle immagini molto interessanti.

Quello di cui voglio parlare non è però lo specifico dell’oggeto, per il quale vi rimando alla lettura dell’ottimo articolo di Gerardo Bonomo che descrive in ogni dettaglio l’idea nata a Guido Amato a me interessa invece l’aspetto artigianale del lavoro di fotografo.

Spesso ci si trova di fronte a problemi di ripresa particolari, magari non si sa come tener fermo un soggetto, oppure non riusciamo bene a capire come fare per ottenere certe particolari immagini, pensiamo ad esempio alle trappole fotografiche inventate dai fotografi naturalisti, oppure, sempre parlando di fotografi naturalisti, ai vari metodi di mimetizzazione. Leggi Tutto »

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Set 07 2007

Tirare una pellicola

Scritto da: EmmeBar Categoria: Bianco e nero, Tecnica

La sensibilità nominale di una pellicola quella che il fabbricante raccomanda essere sviluppata in un rivelatore che I migliori risultati. Se si sviluppa in rivela più energici o in quelli capaci di dare grana più fina, bisogna compensare la sensibilità della pellicola, consentendo alla pellicola stessa di ampliare la propria versatilità.

Così, il rivelatore standard per la pellicola Ilford di media rapidità FP4 è l’ID11 che dà i 125 ASA nominali, ma lo sviluppi rivelatori a grana fina come il Perceptol, vuole che si aumenti l’esposizione di diaframma, regolandola a 64 ASA, mentre invece per rivelatori che abbiano un rapporto rapidità/grana, come il Microphen, bisogna ridurre l’esposizione di 2/3 regolandola a 200 ASA. Leggi Tutto »

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Set 07 2007

Scegliere la pellicola

Scritto da: EmmeBar Categoria: Bianco e nero, Tecnica

Pellicola di media sensibilità

Se c’è una pellicola che vada bene al fotografo tuttofare in ogni stagione e soggetto, quella è il tipo di media rapidità. Per fotografare in condizione di ambiente soleggiato, limpido, occorre una esposizione di 1/250 di secondo con f /11. Il movimento rapido può essere ripreso con facilità anche in condizioni di luce debole, aumentando il diaframma. Le riprese che implicano una notevole profondità di campo non dovrebbero aver bisogno di un tempo tanto lungo da richiedere l’uso di un treppiede. Se lo sviluppo è eseguito secondo le istruzioni, la grana non dovrebbe essere rilevabile su una stampa di cm 24 x 30 e neppure creare dei problemi se si prolunga lo sviluppo per aumentare il contrasto. Leggi Tutto »

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Set 07 2007

Grana, latitudine e contrasto pellicola bianco e nero

Scritto da: EmmeBar Categoria: Bianco e nero, Tecnica

Grana

Quanto più la pellicola è sensibile, tanto più grossa è la grana. Per quanto i fabbricanti cerchino di migliorare le loro pellicole, non possono evitare il fatto fisico per cui la dimensione dei singoli granuli di alogenuro d’argento nell’emulsione è inferiore nelle pellicole lente che in quelle rapide. Tanto l’esposizione quanto il grado e il tipo di sviluppo esercitano un’influenza sull’aggregazione di questi granuli che si evidenzia poi nella stampa.

Latitudine

La capacità di una pellicola a fornire un risultato accettabile quando l’esposizione è maggiore o minore di quella che sarebbe rigorosamente corretta è più ampia con le pellicole più sensibili. Le pellicole di questo tipo possono tollerare una sottoesposizione o una sovraesposizione di diversi diaframmi e purtuttavia fornire stampe accettabili. Per ricavare il meglio dalle pellicole meno sensibili (o lente), queste hanno bisogno di un’esposizione e di uno sviluppo più accurati.

Contrasto

Per quanto sia notevolmente influenzato dallo sviluppo, anche il contrasto è strettamente correlato alla sensibilità della pellicola e, nelle pellicole lente, si viene rivelando più presto che in quelle rapide.

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Set 07 2007

Sensibilità pellicole in bianco e nero

Scritto da: EmmeBar Categoria: Bianco e nero, Tecnica

Il fattore che sta alla base di una pellicola è la sua sensibilità alla luce, detta anche “rapidità”. Questa è indicata da una scritta che appare sulla confezione ed è espressa in valori ASA o DIN (spesso sono indicati entrambi, per es. 125 ASA/22 DIN).

Per riportare la scelta sul’ terreno pratico possiamo immaginare che le pellicole in bianco e nero di uso generale possono essere raggruppate in tre fasce di sensibilità: bassa o lenta, media, alta o rapida.

Prendendo per motivi di comodo la scala dei valori ASA, questa si può su per giù suddividere in bassa da 20 a 50 ASA, media da 80 a 125 ASA, alta o rapida da 200 a 1250 ASA. Le pellicole più vendute tra le medie sono le 125 ASA e tra le rapide le 400 ASA. Leggi Tutto »

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Set 07 2007

Le pellicole in bianco e nero

Scritto da: EmmeBar Categoria: Bianco e nero, Tecnica

La scelta della pellicola in bianco e nero, come per molti altri campi della fotografia, è ben lontana dall’essere una scienza esatta. Per fortuna le pellicole attuali sono talmente docili che ciascun tipo è in grado di far fronte a un’ampia gamma di possibilità fotografiche, di soggetti e di condizioni di illuminazione, per cui è ben raro che una scelta non appropriata si concluda in modo disastroso, soprattutto se si decide in favore di una pellicola di media sensibilità.

I fattori principali che guidano la scelta sono:

1) sensibilità della pellicola,
2) formato,
3) lunghezza (in numero di pose per rullo) e
4) marca.

Quindi un fotografo che chiede di avere “un caricatore di FP4 da 36 pose 35 mm” ha chiaramente precisato ciò che desidera, dato che l’FP4 è la pellicola di media sensibilità della IIford, da 125 ASA.

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Ago 30 2007

Gruppo Convenzionale

Scritto da: EmmeBar Categoria: Tecnica

Il gruppo formale o convenzionale in fotografia può mettere a dura prova l’abilità e la fantasia del fotografo. Il gruppo deve essere disposto con senso artistico e l’attenzione di ciascun componente va fissata in un preciso istante.

Sebbene sia la composizione che l’illuminazione impongano certe limitazioni, bisogna sforzarsi di evitare la monotonia rigida dell’allineamento convenzionale. È evidente che l’illuminazione non può essere regolata per mettere in evidenza solo alcuni dei componenti, ma deve in certo qual modo servire a creare uno stato d’animo di gruppo.

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Ago 30 2007

Fotografare i bambini

Scritto da: EmmeBar Categoria: Tecnica

L’umore nei bambini cambia rapidamentE passando con estrema facilità dalle lacrimE al sorriso e dalla timidezza all’esuberanza Questa è la ragione per cui ben di rado soddisfa un ritratto eseguito in studio, poiché i fanciullo risulta troppo spesso teso e represso.

Hanno invece probabilità molto maggiori di riuscire i ritratti informali o a sorpresa. bambini di solito si preoccupano solo per breve tempo della macchina fotografica; il fotografo può quindi caricare la pellicola e abituarli allo strano scatto fino a quando non riprendono le loro attività e ricominciano a comportarsi con maggiore naturalezza.

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Ago 30 2007

Lavoro e gioco

Scritto da: EmmeBar Categoria: Tecnica

I fotografi agli inizi del secolo prediligevano disporre i loro soggetti contro fondali dai paesaggi nebulosi che meglio dovevano rendere il soggetto. In questo caso “meglio” significava, di solito, creare un’impressione romantica di rustica armonia, di semplicità e felicità.

L’odierna preferenza per un onesto realismo induce i fotografi a scegliersi i soggetti nel loro ambiente: piuttosto che imporre alla gente delle messinscene teatrali, idealizzate, il fotografo desidera coglierla nelle sue attività, nel pieno del suo ambiente familiare.

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Ago 30 2007

Fotografare la gente:evidenziare il carattere

Scritto da: EmmeBar Categoria: Tecnica

È difficile stabilire delle norme precise per le ritrattistica dato che non esistono due volt uguali: esistono però alcune direttive di ca rattere generale. La posizione del capo È fondamentale. Una fotografia frontale generalmente non valorizza il soggetto , mentre un profilo fornisce spesso scarse informazioni su soggetto, sebbene valga ad accentuarne le linee del naso e del mento.

Una vista di tre quarti, usando una illuminazione che apporti quel tanto di ombre capaci di evitare l’allargamento dei lineamenti, risulta spesso molto più naturale. Anche l’inclinazione del capo è importante: se è sollevato e la macchina fotografica riprende leggermente rivolta verso l’alto, il volto risulta più largo e rotondo; puntando la macchina fotografica leggermente verso il basso, risulta accentuata la fronte.

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Ago 30 2007

Il ritratto Informale

Scritto da: EmmeBar Categoria: Tecnica

La maggior parte delle foto dei dilettanti e molte dei professionisti rientrano nella categoria della ritrattistica non convenzionale, un titolo, questo, che comprende qualsiasi cosa, dai bambini che ridono imbarazzati di fronte alla macchina fotografica ai monaci buddisti assorti in meditazione.

Tutti i ritratti fotografici che non siano il risultato di una posa in studio o in casa si possono chiamare informali o non convenzionali. Questo è valido anche se la ritrattistica meno sofisticata non richiede certo minore abilità. L’attenzione del fotografo deve es· sere sempre desta e in grado di cogliere una posa prima che scompaia.

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